LA STRUTTURA DELL'ELABORATORE

Prima di analizzare come è fatto un elaboratore elettronico, è necessario chiarire un concetto fondamentale: cos'è un elaboratore?

Un elaboratore è una macchina che, come tutte le macchine, serve per trasformare delle materie prime in prodotti utilizzabili.

Questa trasformazione avviene in tre fasi:

    1. l'immissione della materia prima;
    2. la lavorazione;
    3. l'emissione del prodotto finito.

L'elaboratore elettronico è, però, molto particolare poiché ciò di cui ha bisogno per lavorare sono le informazioni.

Esse, infatti, vengono trasformate, elaborate ed organizzate dalla macchina che, possedendo una estrema velocità e grandi capacità di calcolo e di memorizzazione, svolge un ruolo fondamentale quasi in ogni ambito della vita dell'uomo.

Passiamo ora ad analizzare come avviene la gestione dei dati in un elaboratore.

Componente necessaria e fondamentale di questo processo è l'uomo che ha un problema da risolvere, che deve scegliere come risolverlo e che deve immettere i dati necessari.

A questo punto entra in gioco l'unità di immissione che legge i dati, espressi con parole, numeri e simboli e li traduce in un codice comprensibile alla macchina: gli impulsi elettrici.

Seguendo le istruzioni ricevute dall'uomo, l'unità di controllo coordina il passaggio delle informazioni da una sezione all'altra della macchina.

I dati del problema, le istruzioni per risolverlo ed i risultati intermedi vengono custoditi nella memoria, da cui possono essere prelevati o inseriti in base alle necessità.

L'unità logico-aritmetica ha, invece, il compito di eseguire i calcoli e di decidere come trattare le informazioni, in base ai segnali ricevuti dall'unità di controllo.

Una volta risolto il problema, l'unità di emissione riconverte i risultati nel codice con cui sono stati immessi.

A questo punto entra di nuovo in gioco l'uomo, che deve interpretare correttamente ed utilizzare i risultati.

Naturalmente in un moderno calcolatore la distribuzione del lavoro tra le diverse unità non è così rigida e varia al variare delle esigenze applicative.

La struttura logica appena analizzata risulta essere molto simile a quella della Macchina Analitica di Babbage, anche se oggi l'evoluzione dei componenti, da meccanici ad elettronici, ne rende molto più economico il funzionamento.

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