Apollonio di Perga
(sec. III a.c.)
Matematico greco.
Secondo le scarse notizie che ci sono state tramandate da Proclo e Pappo, si sa che era nato a Perga, in Pamfilia, e che lavorò ad Alessandria in un epoca posteriore a quella di Archimede. Per un certo periodo visse anche a Pergamo, dove c'era un'accademia e una biblioteca che in ordine di importanza veniva immediatamente dopo quella del museo di Alessandria. Non conosciamo con esattezza le date della sua vita, ma la tradizione riferisce che egli fu attivo durante i regni di Tolomeo Evergete e Tolomeo Filipatore: è stata avanzata l'ipotesi che sia vissuto dal 262 al 190 a.c.. Ebbe vasti interessi aritmetici e geometrici, ma le sue opere sono andate perdute.
Resta solo, incompleta, l'opera Conicorum Libri nella quale sono riportati i risultati delle sue ricerche sulle coniche che lo portarono alla formulazione di alcuni teoremi fondamentali noti appunto come Teoremi di Apollonio e che lo resero noto come "il Grande Geometra".
Il primo afferma che nell'ellisse è costante la somma dei quadrati delle lunghezze di due semidiametri coniugati e l'area del parallelogramma avente per lati due semidiametri coniugati.
Il secondo si enuncia : nell'iperbole sono costanti le differenze dei quadrati delle lunghezze di due semidiametri coniugati e l'area del parallelogramma avente per lati due semidiametri coniugati.
Un altro teorema di Apollonio concerne i triangoli e afferma che in un triangolo qualsiasi la somma dei quadrati di due lati è uguale al doppio del quadrato della metà del terzo lato aumentato del doppio del quadrato della mediana relativa al terzo lato.
È detto cerchio di Apollonio il luogo geometrico dei punti le cui distanze da due punti dati hanno rapporto costante.
Del trattato sulle coniche in otto libri, solo i primi quattro sono pervenuti nel testo originale greco; i tre successivi invece sono giunti a noi tramite una traduzione araba.
Le sezioni coniche erano già note da un secolo e mezzo quando Apollonio compose questo celebre trattato su queste curve, ma nessuna opera precedente ( neppure le Coniche di Euclide) aveva raggiunto un livello così alto.